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PSG (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Fabian Ruiz; Dembelé, Ferran Torres, Kvaratskhelia. All. Luis Enrique Difficile migliorare una squadra che ha vinto la Champions per due edizioni di seguito. I parigini l’hanno fatto aggiungendo l’unico tassello che poteva mancare, un “9” da area di rigore, andando a prendersi l’autore del gol decisivo che in estate ha regalato il Mondiale alla Spagna, Ferran Torres. Che si è presentato con una doppietta all’esordio in campionato: due gol in 11’ da subentrato per rimontare il Rennes
BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Stanisic, Tah, Upamecano, Davies; Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala, Luis Diaz; Kane. All. Kompany
Il mercato ha portato Saibari, più di una semplice alternativa, nell’estate in cui Goretzka ha lasciato il club dopo otto stagioni, da svincolato. Così come per un Guerreiro salutato è arrivato il giovane Brown (50 mln all’Eintracht), subito in gol in Supercoppa contro il Borussia Dortmund. Per il resto l’ossatura della squadra resta la stessa, con il super trio di fantasisti Olise-Musiala-Diaz al servizio della Scarpa d’Oro in carica, Harry Kane.
REAL MADRID (4-2-3-1): Courtois; Dumfries, Huijsen, Konaté, Cucurella; Valverde, Bernardo Silva; Diomandé, Bellingham, Vinicius; Mbappé. All. Mourinho
È tornato José Mourinho, con l’obiettivo (di Florentino Perez) di porre fine a una parentesi (due anni) senza successi, con due eliminazioni di fila in Champions ai quarti di finale. Lo Special One ha portato con sé una lista dei desideri, esauditi a suon di milioni. Rinforzi di spessore in ogni zona del campo: Konaté in difesa, Dumfries e Cucurella sulle fasce, Bernardo Silva in mezzo al campo, Diomandé a potenziare l’attacco, con un tridente da favola alle spalle del favoloso Mbappé.
LIVERPOOL (4-2-3-1): Alisson; Frimpong, Jacquet, Van Dijk, Kerkez; Gravenberch, Mac Allister; Szoboszlai, Wirtz, Gakpo; Isak. All. Iraola
Allenatore nuovo, quell’Iraola che al Bournemouth ha fatto vedere meraviglie, per iniziare una “nuova era” dopo l’addio a parametro zero di simboli come Salah e Robertson, o del totem difensivo Konaté. Intensità, pressing feroce, verticalità sono i dogmi che il nuovo allenatore cercherà di far digerire immediatamente ai Reds per lasciarsi alle spalle una stagione senza trofei. In Champions, poi, nelle ultime quattro edizioni il Liverpool non è mai andato oltre i quarti.
INTER (3-5-2): Josep Martínez; Akanji, Stones, Bastoni; Spence, Barella, Calhanoglu, Jones, Dimarco; Lautaro Martinez, Thuram. All. Chivu
Tre grandi innesti dalla Premier, dopo gli addii del titolarissimo Dumfries e di Sommer tra i pali. Stones al centro della difesa porta leadership ed esperienza, a destra è arrivato Spence nonostante l’esperimento Diouf abbia dato ottimi risultati già in estate, in mezzo Jones è stato inseguito e desiderato per le sue caratteristiche uniche. Davanti si riparte con il collaudato tandem Lautaro-Thuram, anche se Esposito è destinato a ritagliarsi sempre più spazio.
MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Donnarumma; Nunes, Ruben Dias, Guehi, Gvardiol; Elliot Anderson, Bouaddi; Foden, Cherki, Semenyo; Haaland. All. Maresca
Da Guardiola a uno dei suoi “discepoli”: in panchina è arrivato Maresca, che ha il non semplice compito di non deludere i tifosi, abituati bene da un decennio di successi sotto la direzione di Pep. Ha perso Bernardo Silva, per non parlare di Rodri, il cervello della squadra, ma subito gli è stato regalato Bouaddi, 100 mln per il 18enne regista marocchino che ha ben impressionato al Mondiale e che ne dovrà diventare l’erede. Senza dimenticare che resta sempre la squadra che vanta un portiere come Donnarumma e un centravanti come Haaland
ARSENAL (4-3-3): Raya; Timber, Saliba, Gabriel, Calafiori; Odegaard, Guimaraes, Rice; Saka, Havertz, Tzolis. All. Arteta
Arrivato a un passo dal sogno, con la finale persa ai rigori nella passata edizione, l’Arsenal riparte forte dell’impalcatura ormai solidissima costruita negli anni da Arteta, in cui si inseriscono i “pezzi” nuovi come Bruno Guimaraes o Tzolis. Senza dimenticare alternative come Gyokeres, Eze, Zubimendi, Merino, Madueke.
BARCELLONA (4-3-3): J. Garcia; Koundé, E. Garcia, Cubarsí, Balde; Pedri, Rodri, Olmo; Yamal, Raphinha, Adeyemi. All. Flick
Con l’innesto di Rodri, Flick può dire di avere una squadra praticamente perfetta in ogni suo tassello. Lewandowski e Ferran Torres hanno salutato, ma in attacco è arrivato Adeyemi a completare un tridente che va alla velocità della luce; la difesa è collaudata, per la mediana, semplicemente, è stata ricreata quella della Spagna campione del mondo. Senza dimenticare l’altro grande acquisto estivo, Gordon, arrivato dopo le ottime stagioni al Newcastle.
ATLETICO MADRID (4-4-2): Oblak; Llorente, Romero, Hancko, Grimaldo; G. Simeone, Hjulmand, Pablo Barrios, Baena; Lookman, Sorloth. All. D. Simeone
È partito Griezmann, ma molto ruota attorno alla situazione di Julian Alvarez. I nuovi arrivi Romero, Grimaldo e Hjulmand sono già elementi importanti del nuovo impianto dei Colchoneros, che hanno salutato anche Molina (passato alla Roma) e Lenglet (Benfica). Il collante resta sempre lo spirito del suo condottiero, Diego Simeone, alla sedicesima stagione sulla panchina del club. Da dieci anni, però, la Champions non regala più soddisfazioni: nel 2016 la finale persa contro il Real, nel 2017 una semifinale. Poi mai oltre i quarti.
BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1): Kobel; Gadou, Anton, Bensebaini; Ryerson, Veerman, Nmecha, Svensson; Karetsas, Inacio; Guirassy. All. Kovac
Schlotterbeck è ancora alle prese con il grave infortunio alla caviglia rimediato al Mondiale, ma in difesa le alternative non mancano, a partire dagli Azzurrini Luca Reggiani e Filippo Manè. Un po’ di Italia anche in attacco, dove il talento 2008 Samuele Inacio ha già avuto modo di mettersi in mostra: questa potrebbe essere la stagione giusta per consacrarsi, nonostante alle spalle dell’inamovibile Guirassy la concorrenza non manchi: sono arrivati Karetsas dal Genk e Konstantelias dal Paok Salonicco, entrambi portando in dote un invidiabile bottino di assist. A destra giocherà ancora Ryerson, che nella scorsa stagione ne ha serviti ben 14.
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Molina, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Mora; Malen. All. Gasperini
Aspettando ulteriori possibili novità dal mercato, Gasperini riparte dai suoi fedelissimi - Mancini, Wesley, Malen su tutti - per il ritorno della Roma in Champions (l'ultima volta nel 2018/19) e un paio di innesti nell'11 titolare: il talento Rodrigo Mora, preso dal Porto, e Molina, tornato in Italia dopo la prima esperienza all'Udinese. Tenuti tutti i big, i giallorossi si sono rinforzati anche con Castro e Koulierakis, pronto quest'ultimo a contendere il posto a Hermoso, dopo il 3° posto nell'ultima Serie A
SPORTING CP (4-2-3-1): Silva; Fresneda, Ba, Debast, Araujo; Doumbia, Altimira; Catamo, Zalazar, Goncalves; Suarez. All. Borges
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